giovedì 21 aprile 2011

dopo aver letto "IL Posto che cercavo" di Sparcks

Non lo so..ho appena finito di leggere “Il posto che cercavo” di Nicholas Sparcks e l’ho trovato dolce da dare la nausea. ( la trama si può leggere qui)
Bella storia, per carità: io amo i lieti fini. Li adoro.
E credo che ciascuno di noi abbia diritto al proprio…ma cosa si impara da questi romanzetti? Niente. C’è uno schema che si ripete: A incontra B , si attraggono ma non ammetterebbero mai l’un l’altro la reciproca attrazione, quindi inizia una specie di gioco della seduzione ( ivi comprese schermaglie e frecciatine cattive) e a quel punto entrano in gioco un personaggio C e anche D, con mire su A o su B .

Ma i due protagonisti, che per vari motivi sono stati messi alla prova dalla vita, si sono così innamorati da non riuscire a star l’uno senza l’altra e nel giro di una settimana o giù di lì tutto si risolve… “e vissero felici e contenti!”( in questo libro lei è addirittura incinta e lui è felice della cosa!!!)
Ecco. A me sti libri fanno arrabbiare di brutto! Tutto un- pucci pucci- picci -picci.

E' tutto così facile e così veloce che in tre giorni si passa dall’innamoramento all’amore.

………….. tre giorni santo Cielo!
Persino il latte che ho nel frigo ci mette di più per scadere!
Non nego che sia facile e istantaneo innamorarsi o farsi prendere dalla passione, ma amare davvero è più impegnativo e complesso.
La realtà è più dura. Parecchio di più. Anche se, alla fine, sarebbe davvero bello trovare in quattro e quattr’otto la persona che fa per noi.
Oh.. non posso fare a meno di ripensare alla velocità del finale, alla velocità della scrittura. Anche i romanzi si stanno velocizzando nella società del qui-e –subito?
Sembra una storia da soap opera, un po’ di serie b.
Una favoletta senza pretese.
O io sto diventando più esigente nei confronti del testo.
Non mi accontento più di narrazioni che si fermano dove inizia davvero il percorso,non più.
Mi sa che sto invecchiando.

giovedì 24 marzo 2011

haiku

il cielo è muto
una stella si è spenta
lacrime e amore.

giovedì 10 febbraio 2011

Paul Eluard

La curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore,

girotondo di danza e di dolcezza,
aureola del tempo, culla notturna e sicura,
i tuoi occhi non m’han sempre veduto
io non so tutto quello che ho vissuto.


Foglie di luce e schiuma di rugiada,
canne del vento, sorrisi odorati,
ali che rischiarano il mondo,
navi di cielo cariche e di mare,
sorgenti dei colori, a caccia d’ogni suono.


Profumi schiusi da una covata d’aurore
che giace ancora sulla paglia degli astri,
come il giorno deriva da innocenza
intero il mondo dai tuoi occhi puri
e il mio sangue fluisce in quegli sguardi.

come la donna dei Cantici

(si dice che la chiarezza, il colpo di genio, l'eureka arrivino proprio quando meno ce li si aspetti.. e anche per me è stato così.)

Sono invidiosa - sì... il mostro verde ammicca anche  a me-
di quella lei che non conosco
Ividiosa
non perchè è amata da te,
ma per il modo
in cui sai amarla.

Spero-un giorno-
di essere guardata, toccata,
vissuta, cercata, voluta
sognata, sperata,
-come la donna dei Cantici-
come lei.

martedì 2 novembre 2010

sono... micro-riflessioni di una lettrice in "pausa"

è la mia settimana di astinenza dalla lettura: niente libri,niente riviste, niente quotidiani. La parola scritta -purchè non sia la mia- mi è proibito leggerla.
(il fatto ch'io lavori in una biblioteca, per quanto piccola, non mi facilita le cose..).
e invitanti spuntano i titoli degli amici blogger, come Giovanni che ha tradotto ... mannaggia. mi sono resa conto di essere  "in media res" quasi alla fine del suo pezzo!
è  stato come esser presi da incantamento, del tipo che fa scomparire intere frasi per lasciar posto a immagini e sensazioni  e che mi fa venire i brillantini al cervello!

Leggere: una benedizione.....oppure no?

Ci sono  "libri giusti al momento giusto" o   "libri giusti al momento sbagliato". Io temo di più i libri sbagliati al momento sbagliato: Madame Bovary, dieci anni fa, mi ha quasi uccisa.

E ..le..  abitudini "fisiche" legate al libro: guardarlo, sfogliarlo,ma soprattutto annusare l'odore dell'inchiostro ancora fresco ( in libreria, ovviamente!) è una di quelle cose che continuerò a fare anche quando sarò un'arzilla nonnina ottuagenaria!

lunedì 11 ottobre 2010

"Svegliati" di Pedro Salinas-il letimotiv di questi giorni.

Svegliati. Il giorno ti chiama




alla tua vita: il tuo dovere.



A nient'altro che a vivere.



Strappa ormai alla notte



negatrice e all'ombra



che lo celava, quel corpo



di cui è in attesa,sommessa,



la luce nell'alba.



In piedi, afferma la retta



volontà semplice d'essere



pura vergine verticale.



Senti il tuo corpo.



Freddo, caldo? Lo dirà



il tuo sangue contro la neve



da dietro la finestra;



lo dirà



il colore sulle tue guance.



E guardi il mondo. E riposa



senz'altro impegno che aggiungere



la tua perfezione ad un altro giorno.



Il tuo compito



è sollevare la tua vita,



giocare con lei, lanciarla



come voce alle nubi,



a riafferrare le luci



che ci hanno lasciato.



Questo è il tuo destino: viverti.



Non devi fare nulla.



La tua opera sei tu, niente altro.




(Pedro Salinas,La voce a te dovuta, ed. Einuadi p.85)




http://auryness.files.wordpress.com/2009/07/dancer-on-the-stage.jpg

giovedì 7 ottobre 2010

Oblio

stamattina
la nebbia
ha confuso il mio cuore

( Bellaria, Uscendo di casa 07/10/2010)