lunedì 16 gennaio 2012

Torta nuziale

Oggi, alla notizia del matrimonio di una collega, ho pensato: "Fermate tutto: voglio scendere!!".  Perchè la ragazza  si sposa a fine  Gennaio.
Mica quello del 2013 (casomai il mondo finisse), proprio questo!
Con rito civile, semplice, sbrigativo.. senza tanti fronzoli ed economico.
Dovrebbe essere un momento felice, eppure mentre dava la notizia ho visto la paura nei suoi occhi.
E chi non l'avrebbe al suo posto? Sposa un uomo che ha visto una manciata di volte, che vive in un paese lontano e che le hanno velatamente imposto.
Non c'è stato il brivido di guardarsi e scegliersi e credo che lo scoprirsi verrà dopo le nozze...e "di nozze" non ci sarà nemmeno la torta! O__o
Passi il rito, passi la frugalità.. ma la torta è un must, insieme all'amore (per la torta e per lo sposo, o almeno in questo caso, per uno dei due!)!
Che sia classica o moderna ..

.. o di cupcake


foto from:lemienozze.it
 ........ e voi? siete d'accordo o la torta non è poi così importante?
Da quella romanticona che sono, chiudo con una poesia, un sonetto di Neruda che alcuni siti web spacciano per ottimo regalo (rigorosamente da far copiare da un calligrafo, ovvio!) per i novelli sposi:

XLVIII sonetto


Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell´erba,
lascian camminando due ombre che s´unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s´uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E´ la felicità una torre trasparente.
L´aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l´eternità della natura.
da "Cento sonetti d´amore", Pablo Neruda

domenica 15 gennaio 2012

la domenica col mal di schiena e un sacchetto di farina di cocco

Cosa fare in una domenica freddissima, se hai mal di schiena, tua sorella si presenta con la  nipote e tu non vuoi ammettere che non hai voglia di fare la zia -sitter?
..... Un dolce! :) di solito con questa scusa riesco a evitare i miei doveri per un'oretta (non per  cattiveria, in fondo è domenica anche per me) e a produrre qualcosa di buono che mette tutti d'accordo.
Oggi ho provato una ricetta nuova, a metà tra la torta tenerina e quella al cocco di "cotto e mangiato": la mattonella cicco-cocco.
servono (dose per 6 persone)

  • 120 gr di cioccolato fondente
  • 180 gr di zucchero -la ricetta originale ne prevedeva 200gr, 
  • 180 gr farina
  • 90 gr di burro 
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di farina di cocco
Si fanno sciogliere a bagno maria il cioccolato e il burro, si fanno intiepidire e si aggiungono le uova sbattute, lo zucchero e la farina setacciata.
si versa il composto in una teglia e si inforna a 180° per 30 minuti circa.
usando il forno ventilato mi sono bastati 20 minuti, in ogni caso il dolce è cotto appena forma delle crepe in superficie.
non ho fatto in tempo a spolverizzarlo col cacao che le mie sorelle lo avevano dimezzato!!!
Chiudo con una citazione di J. Tullius (?)" nove persone su dieci amano il cioccolato; la decima mente"

sabato 14 gennaio 2012

profittenroll

Stasera è una di quelle sere in cui avrei voglia di aprire la dispensa e mettermi a preparare un dolce con le cose che, in genere, non ,mancano mai.
Farina, uova, zucchero, latte/burro, e magari una bustina di lievito per dolci sono gli ingredienti che più o meno tutte le massaie del mondo hanno.
e che permettono di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Meglio ancora se si ha del cioccolato fondente, o del cacao; perchè in tal modo o si crea una variante (o una glassa) alla torta, o se proprio si vuole esagerare, si prepara un'ottima e ipercalorica cioccolata calda alla quale accompagnare il dolce..
Ho già l'acquolina in bocca! e cercando nel web ho trovato un sito molto carino (http://www.profittenroll.it/) che, oltre a fornire le ricette,  delizia con  canzoni ad hoc - per contrasto o assonanza-, magari da ascoltare mentre si mescolano gli ingredienti, canticchiando e gustando (in tutti i sensi), il fare e il mangiare!!


mercoledì 11 gennaio 2012

Times Like These

Il 2012 è iniziato.. con parole nuove entrate nel gergo comune es. "spread" e altre che andranno a perdersi, a  designare pratiche che riguardavano le generazione precedenti alla mia. es: "pensione".
Nei vocabolari di un futuro neanche troppo lontano forse leggeremo così:

"pensione[pen-sió-ne] s.f.
1 Soppressa prassi per cui una somma di denaro  viene corrisposta periodicamente da enti pubblici o privati a chi, per raggiunti limiti d'età o per altro motivo previsto dalla legge, abbia cessato la propria attività lavorativa: liquidare, pagare la p.; estens. condizione di chi riceve tale assegno: andare, essere in p. "


Quindi, per tirarmi su il morale, oggi posto il testo di questa canzone; perchè è in tempi come questi che si deve imparare a vivere di nuovo, amare di nuovo, e,ahimè a dare, dare e dare ancora. ... e perchè amo i Dave e i suoi!

"Times Like These by
I am a one way motorway
I'm the one that drives away
then follows you back home
I am a street light shining
I'm a wild light blinding bright
burning off alone

it's times like these you learn to live again
it's times like these you give and give again
it's times like these you learn to love again
it's times like these time and time again

I am a new day rising
I'm a brand new sky
to hang the stars upon tonight
I am a little divided
do I stay or run away
and leave it all behind?


it's times like these you learn to live again
it's times like these you give and give again
it's times like these you learn to love again
it's times like these time and time again"

in versione acustica







Foo Fighters

giovedì 21 luglio 2011

pessimismo cosmico

C'è qualcosa nell'aria. Per forza.
Qualcosa che, nonostante la bella estate che c'è tutto intorno, buca il cuore con un vuoto che sembra incolmabile.
Una delle mie più care amiche, la D., oggi sulla  sua pagina facebook scrive che è destinata a essere infelice (sic.), J invece sembra essere molto arrabbiato, deluso e amareggiato.
Io ho pianto, l'altro ieri, perchè mi sentivo al capolinea... anche se non so bene di che cosa.

Da dove arrivano questi sentimenti così cupi? perchè, nonostante tutto quello che abbiamo, siamo e viviamo, ci sentiamo in preda a questo pessimismo cosmico?

.... il mio oroscopo direbbe: Saturno contro, come il film di Ozpetek.

sabato 16 luglio 2011

Una poesia di Pessoa

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l'abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me...
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.

So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero...
Mi sento nascere a ogni momento
per l'eterna novità del Mondo...



Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...



Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...



Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...

mercoledì 6 luglio 2011

Penelope

Com’è bello..
Ricordo d’averlo pensato anche la prima volta che ci incontrammo, nella bianca sala affollata del palazzo di Itaca.
Del re aveva il portamento fiero e sicuro, negli occhi una luce particolare : quella dell’ingegno per cui era noto in tutta la Grecia.
L’avevamo sentito dire tutte, non c’era principessa che non lo sapesse e che non fosse stata educata nella speranza di diventarne moglie.
Ciascuna di noi era in fila, nell' attesa del suo sguardo indagatore : dove sono nata si dice che chi ha gli occhi azzurri, come i suoi, come l’Egeo, ha un destino speciale- un daimon diverso- Ora so che non sono solo storie inventate dalle balie per intrattenere i bambini.
E quando quell’azzurro si fermò di fronte a me capii che non avrei voluto amare nessun altro; i dardi di Eros mi avevano trafitta, me, la grande principessa dal cuore saldo e imperterrito, la disperazione di mia madre.
Sentii qualche risata soffocata, mentre l’araldo di corte annunciava il mio nome “la spartana salvata dalle anatre.” Non me ne vergogno, ma quella volta arrossii violentemente e lui abbozzò un sorriso, quasi impercettibile,e passò oltre.

Ci congedò con modi gentili augurandoci un riposo confortevole.
Quella notte dormii poco e male, preparandomi mentalmente al viaggio di ritorno.
È indescrivibile lo stupore che si dipinse sul mio viso, quando un servo venne a dirmi che il principe desiderava vedermi.
Quella sala, che fino a poche ore prima era gremita di giovani donne, era improvvisamente così grande mentre percorrevo la distanza che mi separava da lui!
Ancora non conoscevo le sue manie, le sue curiose fissazioni, i suoi modi di fare quand’è agitato; non sapevo che quel suo sfiorarsi l’orecchio sinistro è segno che qualcosa lo turba.
Si alzò dal suo scranno e mi venne incontro chiamandomi per nome, dandomi del tu come se mi avesse sempre conosciuta, chiedendomi in moglie con un’espressione che solo oggi gli ho rivisto: l’incertezza,la paura di non sapere.

Sorrido tra me e me ripensando al mio sì e a tutto quello che ne è seguito.
Alzo un momento gli occhi al cielo, recitando una muta preghiera agli dei per tutto quello che mi è stato dato, poi torno a guardare mio marito, il mio migliore amico, il mio compagno; l’unico che riesce a dipanare in fili della mia anima, a scioglierne i nodi.

Com’è bello..
È in piedi, in riva al mare, si protegge gli occhi con una mano e so che sta parlando al dio dal tridente affinché gli mandi correnti favorevoli per il viaggio.
Domani partirà per aiutare Menelao e i suoi in una guerra.
Inutile, spietata come solo la guerra può esserlo.
Mi sembra già di vedere schiere di vedove e orfani fissare con occhi gonfi di pianto le pire dei propri cari.
Toccherà anche a me?
Un brivido mi corre lungo la schiena e lui, come se avesse letto i miei pensieri, mi raggiunge, mi stringe a sé. Mi lascio avvolgere dal suo odore e dal profumo del mare e della sabbia.
Non c’è bisogno di parlare, non ora.
Mi bacia le spalle, mi culla come fossi una bambina.
Restiamo così per un po’, cercando di imprimere nell’anima questo momento- prezioso tesoro per i giorni che verranno. Che siano pochi, che torni presto!
Gli accarezzo le braccia, così forti da uccidere eppure così delicate quando gioca con nostro figlio.
promettimi una cosa.." gli dico ad occhi chiusi,continuando a farmi cullare "promettimi che tornerai"
 Lui mi stringe ancora di più a sé, come se questo vento che si sta alzando dovesse portarmi via.
"Nessuno potrebbe tenermi lontano da te" sussurra giocando con il mio orecchino"..tornerò presto"
E restiamo così, abbracciati, stretti all’unica certezza del nostro amore.

(Mariateresa, Rimini. Luglio 2011)